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Dalla cappella di San Martino si sale al piano nobile, attraverso una loggia, un ambiente un tempo aperto, ora chiuso da vetri. Era l’affaccio del Palazzo, sopra la cappella di San Martino, da cui si vedevano la chiesa di Villa e la strada per la Collegiata. L’attenzione è rivolta agli affreschi, realizzati da Lorenzo di Pietro, detto "il Vecchietta", in collaborazione con Paolo Schiavo. A parte la natura morta al piano pavimento. Lo stato di conservazione è molto compromesso e non si leggono quasi più le nicchie con figure allegoriche rappresentanti le virtù del cristiano e dell’uomo di cultura, utili a sollecitare la memoria dei vivi ed esortare gli animi a esempi di virtù.
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