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“Nella terra di Castiglione fece costruire due meravigliosi palazzi e molte altre abitazioni per i suoi nipoti” (dalla Biografia del Cardinale di Giovanni da Olomouc)
Eretto nel XIV secolo e ampliato dal Cardinale Branda Castiglioni nel XV secolo, questo palazzo signorile è una delle più significative testimonianze storico-artistiche della Lombardia del Quattrocento, insieme alla chiesa di Villa, alla Collegiata, al palazzo dei Familiari e ad altri edifici, come la dimora dei Castiglioni di Monteruzzo.
L’esterno
La facciata è esternamente decorata a finto bugnato, con intagli che simulano i conci (bugne) di pietra. Sopra la cornice marcapiano in cotto, si trovano le tracce delle monofore a sesto acuto con fregi vegetali. Dal portone a tutto sesto, ornato da simboli araldici (rami di palma) e dallo stemma del Cardinale, si entra nel portico d'onore.
La struttura
Il palazzo si sviluppa lungo l'attuale via Mazzini, fino ad affacciarsi su piazza Garibaldi, dove si erge la chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, detta “di Villa”. L'edificio è composto da più corpi di fabbrica, innalzati in epoche differenti, che si addossano verso oriente a un declivio, ove già nel 1431 il Vescovo di Pavia Francesco Pizzolpasso, ospite del Cardinale, poteva ammirare un rigoglioso giardino. La dimora si articola intorno ad una corte porticata con ampio cortile, che sale fino a giungere a una terrazza naturale dalla quale si può ammirare il versante settentrionale del borgo, dominato dal monumentale complesso della Collegiata. Il palazzo si articola in tre parti: l'ala più antica del XII-XIII secolo a nord del fabbricato, quella del XIV secolo a sud e il blocco occidentale dell'inizio del XV secolo, voluto dal Cardinale, per collegare i due corpi più antichi della dimora. L'aspetto attuale dell'edificio è frutto di trasformazioni, adattamenti e restauri che si sono attuati fino ai giorni nostri.
Modalità chiaro/scuro
Il Palazzo