Dimensione font
“Respice finem” Tieni presente le conseguenze (motto sul cartiglio del velario superiore)
L'ambiente, affrescato con decorazioni tardo-gotiche, esprime la cultura del Cardinale e delle sue relazioni culturali. Alla sommità delle pareti vi è un fregio fitoforme con stemmi gentilizi, tra cui quelli di Branda Castiglioni, dei Visconti ed altre famiglie nobili. Al centro, su fondo rosso, è raffigurato un “hortus conclusus”: un giardino recintato da giunchi intrecciati, nel quale si articola una successione di dodici alberi, alle cui basi si trovano coppie di putti, intenti al raccolto di frutta. Sotto si tende un “velarium”, ovvero un finto tendaggio dove si alternano volti, ghirlande e mazzi di fiori con cartigli. Più in basso corre una panca prospettica, coperta da un telo decorato da coppie di pappagalli e motti classici. Sulla parete sud, opposta all'ingresso, un'iscrizione a caratteri gotici: “1423 14 ottobre”, la data di conclusione del cantiere. Al centro della sala si trova un grande letto con baldacchino, posteriore all'epoca del Cardinale.
Le virtù da perseguire
Interessanti le citazioni dei cartigli che, seppur lacunose o ritoccate, riportano testi di Cicerone, Terenzio, Sallustio, Seneca, riletti dai Padri della Chiesa. Esse suggeriscono nobili e retti comportamenti ed esaltano le virtù che, secondo la tradizione classica e cristiana, occorre perseguire nella vita: la magnanimità, la liberalità, il coraggio, la prudenza e l'umiltà.
Modelli di perfezione
La sala diventa una sintesi di testi classici e di immagini, simboli e conoscenze medievali, che tracciano le tappe più significative del percorso dell'anima verso la salvezza eterna, esemplificando il cammino di perfezione a cui è chiamato ogni uomo nel suo periglioso vagare nel mondo.
Modalità chiaro/scuro
La Sala dei Putti